05/01/2010
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FARMACI: FEDERFARMA, - 0,2% SPESA SSN NEI PRIMI 8 MESI DEL 2009
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Roma, 5 gen. (Adnkronos Salute) - Continua a calare la spesa farmaceutica netta a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) che, nei primi otto mesi del 2009, ha fatto registrare una diminuzione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a fronte di un aumento del numero delle ricette del 2,9%. Sono i dati resi noti da Federfarma, la Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani.
L'aumento del numero delle ricette, costante ormai da alcuni anni - sottolinea Federfarma - può essere correlato, tra l'altro, al calo del numero dei ricoveri, diminuiti nel 2008 dell'1,7%, in conseguenza di un maggior ricorso all'assistenza farmaceutica territoriale. Nel periodo gennaio-agosto 2009 le ricette sono state oltre 377 milioni, pari a 6,33 per cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 690 milioni, con un aumento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 11,6 confezioni a carico del Ssn. Nel mese di luglio 2009, la spesa farmaceutica netta convenzionata Ssn è diminuita del 2,1% rispetto a luglio 2008, mentre il numero delle ricette è aumentato del 2,9%; nel mese di agosto la spesa è diminuita del 2,2%, mentre il numero delle ricette è aumentato del 3,6%.
L'andamento della spesa nei primi otto mesi del 2009 è il risultato di un costante incremento del numero delle ricette e di un contestuale calo del valore medio delle stesse (-3,1%): si prescrivono più farmaci, ma di prezzo mediamente più basso. Tale risultato è dovuto alle riduzioni dei prezzi varate dal Governo e dall'Aifa dal 2006 e al crescente impatto del prezzo di riferimento per gli equivalenti, in seguito alla progressiva scadenza di brevetti e alle misure regionali. Tra queste, l'estensione in diverse Regioni del rimborso di riferimento agli inibitori di pompa protonica (misure che, come previsto dalla legge 222/2007, non potranno più essere introdotte); la reintroduzione (Abruzzo, Campania, Lazio e, dall'8 maggio 2009, Calabria) o l'appesantimento (Sicilia) del ticket; la distribuzione diretta o tramite le farmacie di medicinali acquistati dalle Asl.
Le farmacie - evidenzia Federfarma - continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e con la tempestiva fornitura dei dati analitici dei medicinali erogati in regime di Ssn, anche con lo sconto al Ssn. Nei primi otto mesi del 2009 le farmacie hanno garantito, proprio con lo sconto, un risparmio di circa 400 milioni di euro, ai quali si aggiungono oltre 50 milioni di euro derivanti dal pay-back attivato a carico delle farmacie a decorrere dal primo marzo 2007.
Da ottobre 2009, a tali oneri si aggiunge il contributo aggiuntivo temporaneo dell'1,4% a carico delle farmacie, previsto dal decreto-legge 39/2009, convertito nella legge 77/2009, che rischia di compromettere definitivamente la situazione economica delle farmacie, già assai critica, precisa Federfarma, secondo cui è bene ricordare che lo sconto a carico delle farmacie aumenta all'aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali dell'esercizio siano regressivi rispetto al prezzo. Mentre le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato Ssn godono di una riduzione dello sconto dovuto al Ssn. A seguito degli interventi regionali sui ticket, l'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 4,9% dei primi otto mesi del 2008 al 6,2% dei primi otto mesi 2009. Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un'incidenza sulla spesa lorda tra il 7,2% e il 9,8%.
Particolarmente evidente l'incremento dell'incidenza delle quote di partecipazione in Calabria, dove dall'8 maggio 2009 è stato introdotto un ticket di un euro per ricetta, al quale si aggiunge una quota di due euro a confezione: l'incidenza del ticket sulla lorda è passata dal 2,5% di agosto 2008 al 9% di agosto 2009. Anche nelle Regioni che non applicano ticket, nei primi otto mesi del 2009, le quote di partecipazione hanno avuto un'incidenza sulla spesa lorda tra il 2,3% e il 3,3%, che oscillava, però, tra l'1,8% e il 2,6% nello stesso periodo del 2008. Il maggior onere per i cittadini è dovuto in gran parte alle polemiche che hanno investito i farmaci generici, accusati di scarsa efficacia, e la sostituzione da parte del farmacista. Tali polemiche hanno fatto sì che i cittadini siano diffidenti nei confronti del generico e tendano a preferire il farmaco di marca, pur dovendo pagare la differenza di prezzo.
Il calo di spesa, nei primi otto mesi del 2009 - evidenzia ancora Federfarma - è particolarmente evidente nel Lazio (-6,1%) e in Sicilia (-3,7%), interessate da piani di rientro dal deficit e che hanno adottato misure di contenimento della spesa molto drastiche, con particolare riferimento al potenziamento della distribuzione di medicinali acquistati dalle Asl direttamente agli assistiti o tramite le farmacie convenzionate sulla base di specifici accordi. Un sensibile calo di spesa si registra anche in Calabria (-2,6%), dove la maggior parte dei farmaci transita per la farmacia in regime di convenzione Ssn e che è l'unica tra le Regioni italiane a far registrare una diminuzione del numero delle ricette (-2,9%), dopo l'eliminazione della monoprescrizione.
Proprio a riguardo della Calabria, che fa registrare la spesa farmaceutica convenzionata Ssn pro-capite più elevata, si segnala che in questa Regione la maggior parte dei farmaci del Pht viene distribuita in farmacia in regime convenzionale, mentre in altre Regioni tali farmaci vengono distribuiti direttamente dalle Asl o dalle farmacie per conto delle Asl sulla base di specifici accordi. In entrambi i casi (distribuzione diretta e distribuzione per conto), la spesa non viene contabilizzata nell'ambito della farmaceutica convenzionata, che risulta quindi più bassa. Se si tiene conto anche della spesa per farmaci acquistati dalle Asl, le differenze tra Regioni tendono ad attenuarsi.
Federfarma fa infine notare che, a parte i picchi di alcune Regioni che hanno una spesa farmaceutica complessiva molta bassa (Bolzano, Trento, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto e Piemonte) o molto alta (Liguria, a causa di un gran numero di anziani), l'andamento della spesa farmaceutica territoriale sommata a quella ospedaliera è sostanzialmente omogeneo. Tale omogeneità costituisce un valido presupposto per poter pervenire a una soluzione, concordata a livello nazionale, per la distribuzione tramite le farmacie dei medicinali acquistati dalle Asl e oggi distribuiti dalle Asl stesse. Una soluzione di questo tipo andrebbe incontro alle esigenze dei cittadini di trovare nella farmacia più vicina i medicinali di cui hanno bisogno, nel rispetto dei Livelli essenziali di assistenza, e garantirebbe costi certi, contenuti e trasparenti.